• Studio Salvioni

1 dicembre 1970: 50 anni fa, la legge italiana sul divorzio



Stamattina il podcast di Notizie a Colazione di Massimo Brugnone (qui il link alla sua pagina instagram) mi ha ricordato che la legge sul divorzio compie oggi 50 anni.

Mezzo secolo. Il primo dicembre 1970 veniva approvata alla Camera la legge per il divorzio che poi venne confermata 4 anni più tardi (12 maggio 1974) all’esito di un referendum abrogativo.

In questo breve post non parlerò della dura battaglia che ha portato all’approvazione della legge (per quello rimando all’articolo su 24+).

Qui voglio parlare di che paese diverso sarebbe stato il nostro senza quella legge, quanti diritti in meno ci sarebbero stati e quanta sofferenza in più.

Già, sofferenza.

Perché l’introduzione del divorzio ha rappresentato la conquista di un diritto civile che contribuì a modernizzare una società che, allora, era ancora tremendamente conservatrice e clericale.

Ma il precetto dell’indissolubilità del matrimonio, lungi dall’essere solo un cardine del mondo cattolico e, per questo, strenuamente difeso dal Vaticano, è stato – come si diceva – la causa della “sopravvivenza” di famiglie solo formalmente “indissolubili”. Nuclei di persone che non vogliono più stare insieme: qualcosa di più simile a prigioni che a rifugi.

Cosa sarebbe stata l’Italia senza questa legge?

Sarebbe stata, probabilmente, un paese come le Filippine (l’unico stato, oltre al Vaticano, dove ancora non è legale il divorzio).

Senza la possibilità di sciogliere il vincolo coniugale, il matrimonio avrebbe costituito (non in via generalizzata è chiaro, ma sicuramente in via potenziale) una condanna a vivere insieme nonostante il venir meno dei presupposti fondanti per una famiglia ovvero, solo a titolo esemplificativo, <<la fedeltà, l'assistenza morale e materiale, la collaborazione nell'interesse della famiglia e alla coabitazione>> (art. 143 e ss. c.c.).

Ancora più nello specifico, l’Italia sarebbe stato un paese con 91.629 famiglie condannate ogni anno all’infelicità perenne (n.d.r. il dato è relativo all’ultima rilevazione disponibile Istat e non tiene conto delle separazioni ma solo dei divorzi).

I numeri dimostrano, quindi, che oggi compie 50 anni un diritto sacrosanto del nostro ordinamento che ha cambiato radicalmente le nostre vite contribuendo a modernizzare l’Italia.

Il 1 dicembre 1970 costituisce uno spartiacque fondamentale nella nostra storia. Fino a quella data, per fare un esempio, la Sig.ra Argentina Marchei – divenuta un’icona della battaglia extraparlamentare dei divorzisti – non aveva avuto possibilità di “divorziare” da un marito scomparso durante la campagna di Russia, né di convolare a nuove nozze.



A seguito delle riforme introdotte con il d.l. 132/2014 e con la legge 55/2015 (sul c.d. «divorzio breve») sciogliere il vincolo matrimoniale è divenuto ancora più semplice, segno della mutata mentalità degli italiani e della crescente instabilità matrimoniale.

Ma quello che oggi è normale, non lo è stato in passato ed è, quindi, doveroso ricordare il giorno in cui, mezzo secolo fa, si è scritta una pagina cruciale del moderno diritto di famiglia.

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