Focus sul copyright nei social media #1 Facebook

Aggiornato il: gen 22



Internet è un posto dove nulla muore mai ".

Un click è tutto ciò che serve per mostrare al mondo la tua “opera d'arte” e per essere apprezzato dagli “utenti-spettatori”.

Post di Facebook, nuovi filtri di Instagram che migliorano le tue immagini, storie di 10 secondi di Snapchat per ottenere i complimenti sociali. Forme infinite per esternare la propria “idea”.

Ma non vanno sottovalutate le implicazioni legali in merito alle possibili violazioni del copyright nel mondo social media, che è in costante crescita

È un tiro alla fune tra le società di social media e gli artisti che incrementano il loro fatturato a suon di “Viral” o semplicemente all’aumentare dei follower.

In una continua lotta per influenzare il pubblico, la linea di violazione del copyright sembra nebulosa e poco chiara.

Una delle piattaforme più usate e più discusse è senza dubbio Facebook.

Difficilmente si presta attenzione ai Termini di servizio di Facebook, che il più delle volte accettiamo con superficialità.

E’ opportuno ricordare che i ToS sono ispirati alla legislazione statunitense, ma la legge del Paese in cui l’utente opera è e rimane sovrana.

Cosa significa? Che se un punto dei termini d’uso di Facebook è in contrasto con la legge italiana, se state operando sul territorio italiano è la legge italiana che prevale.

Ciò detto, vediamo nel dettaglio l’articolo 2, cioè quello dal titolo Condivisione dei contenuti e delle informazioni:Per quanto riguarda i contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale, ad esempio foto e video (Contenuti IP), l’utente concede a Facebook le seguenti autorizzazioni, soggette alle impostazioni sulla privacy e alle impostazioni delle applicazioni: l’utente concede a Facebook una licenza non esclusiva, trasferibile, che può essere concessa come sottolicenza, libera da royalty e valida in tutto il mondo, per l’utilizzo di qualsiasi Contenuto IP pubblicato su Facebook o in connessione con Facebook (Licenza IP)”.

Insomma, la pubblicazione di un contenuto IP su Facebook non rende tale contenuto di pubblico dominio né tanto meno ne rende Facebook Inc. il proprietario, che infatti si limita ad avere una licenza d’uso (peraltro non esclusiva): la proprietà del contenuto pubblicato resta dell’autore, e la licenza si riferisce alla possibilità di “condividere” e far girare il post. Tra l’altro, non è necessario che l’autore abbia indicato il proprio nome sul contenuto se questo è pubblicato su un social network, perché la paternità del profilo, salvo prova contraria, è sufficiente a dimostrare la titolarità del contenuto.

Sembrerebbe tutto chiaro ma in realtà il problema è alla base, ovvero si tratta di capire cosa si intende con “contenuto creativo” e cosa si intende per contenuti IP.

In Italia, infatti, la legge sul diritto d’autore tutela tutte le opere che siano dotate di un minimo margine di creatività.

Art. 1, comma 1, Legge 633/1941: “Sono protette ai sensi di questa legge le opere dell'ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione

Ebbene, occorre prestare sempre attenzione al caso specifico e a rapportare il regolamento della piattaforma con la legge vigente nello stato in cui si opera. Nei prossimi post analizzeremo casi pratici rapportati alle diverse piattaforme social.

#StayWithUs

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