• Studio Salvioni

I presupposti della tutela autoriale dell’’interior design: la parola alla Cassazione.



Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha confermato quanto stabilito dalle Corti di merito relativamente alla tutela autoriale del titolare del lay-out di un negozio.


“In tema di diritto d’autore, un progetto o un’opera di arredamento di interni, nel quale ricorra una progettazione unitaria, con l’adozione di uno schema in sé definito e visivamente apprezzabile, che riveli una chiara “chiave stilistica”, di componenti organizzate e coordinate per rendere l’ambiente funzionale ed armonico, ovvero l’impronta personale dell’autore, è proteggibile quale opera dell’architettura, ai sensi dell’art. 5 n. 2 L.a. (“i disegni e /e opere dell’architettura”), non rilevando il requisito dell’inscindibile incorporazione degli elementi di arredo con l’immobile o il fatto che gli elementi singoli di arredo che lo costituiscano siano o meno semplici ovvero comuni e già utilizzati nel settore dell’arredamento di interni, purché si tratti di un risultato di combinazione originale, non imposto dalla volontà di dare soluzione ad un problema tecnico-funzionale da parte dell’autore.”

La sentenza n. 8433/2020, dunque, ha ritenuto applicabile l’art. 2 n. 5 della L.D.A. all’aspetto dei negozi di una nota azienda di cosmetici in un caso relativo a condotte di concorrenza sleale posto in essere, anche mediante il “plagio” del lay-out appunto, da un competitor.


In particolare si è dato particolare rilievo alla <<chiave stilistica>> dell’autore, ove la stessa riveli l’impronta personale dell’autore: in altre parole anche l’utilizzo di singoli pezzi di arredamento, laddove coordinati e organizzati in un progetto che renda funzionale e armonico l’ambiente, può essere protetto con le norme del copyright.

Nel caso in esame la Kiko aveva improntato i propri store ad uno stile minimalista e connotato da simmetrie ed essenzialità: ai lati dell’ingresso open space, i negozi della nota azienda presentano due grandi grafiche retroilluminate, espositori laterali consistenti in strutture continue e inclinate e alloggi in plexiglass trasparente traforati; al centro degli store si trovano isole a bordo curvilineo, numerosi schermi TV incassati negli espositori; viene utilizzata una particolare combinazione di colori (bianco, nero, rosa/viola) e luci ad effetto discoteca.

L’elemento differenziale tra un lay-out tutelabile sotto il profilo del diritto d’autore e un semplice arredamento d’interni risiede, dunque, nel fatto che l’opera dell’autore configuri il “risultato di combinazione originale, non imposto da un problema tecnico-funzionale che l'autore vuole risolvere".


L’estrema originalità non conta.

La Corte ha ricordato, infatti, che il grado di creatività richiesto a un'opera perché questa possa godere di tutela di diritto d'autore è minimo "e non può essere, quindi, escluso sol perché l'opera sia composta da idee e nozioni ‘semplici', comprese nel patrimonio intellettuale di persone ‘aventi esperienza nella materia', tanto più in quanto oggetto della protezione del diritto di autore non è l'idea o il contenuto intrinseco dell'opera, ma la rappresentazione formale ed originale in cui essa si realizza.

Deve essere, però, possibile identificare e riconoscere il progetto o l’opera di architettura d’interni, come appartenente alla creatività dell’autore: la scelta del colore delle pareti, di particolari effetti di illuminazione, gli elementi decorativi che si ripetono, l’impiego di determinati materiali o le loro dimensioni e proporzioni, tutto, insomma, nel suo complesso, deve ricondurre alla disegno organizzativo dell’autore.

Non vi è necessità di una copia integrale del progetto del concorrente. La Corte ha ritenuto meritevole di tutela anche la contraffazione parziale, implicante delle differenze oltre che delle somiglianze. Dunque, al fine di valutare la ricorrenza di contraffazione “...non è determinante, per negarla, l'esistenza di differenze di dettaglio, rilevando solo che i tratti essenziali che caratterizzano l'opera anteriore…


La pronuncia in commento ha trovato apprezzamento tra le aziende che investono rilevanti budget nella ricerca di soluzioni di design e di lay-out, finalizzate a creare un’immagine innovativa e fortemente caratterizzata dei propri store.

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